Note di rilascio per Debian 14 (forky) —DRAFT— ********************************************** Il Debian Documentation Project . Ultimo aggiornamento il: 2026-08-30 Questo documento è software libero; è permesso ridistribuirlo e/o modificarlo nei termini della GNU General Public License versione 2, come pubblicato dalla Free Software Foundation. Questo programma è distribuito nella speranza di essere utile, ma SENZA ALCUNA GARANZIA; senza nemmeno garanzia implicita di COMMERCIABILITÀ o di IDONEITÀ PER UN PARTICOLARE SCOPO. Per maggiori dettagli consultare la GNU General Public License. Una copia della GNU General Public License dovrebbe essere stata fornita insieme a questo programma; in caso contrario, la licenza può anche essere trovata su https://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html e in "/usr/share/common-licenses/GPL-2" nei sistemi Debian. * 1. Introduzione —DRAFT— * 1.1. Segnalare errori in questo documento * 1.2. Fornire resoconti di aggiornamento * 1.3. Sorgenti di questo documento * 2. Cosa c’è di nuovo in Debian 14 —DRAFT— * 2.1. Architetture supportate * 2.2. Cosa c’è di nuovo nella distribuzione? * 2.2.2. Desktop e pacchetti noti * 3. Sistema d’installazione —DRAFT— * 3.1. Cosa c’è di nuovo nel sistema di installazione? * 3.2. Installare Debian Pure Blend * 3.3. Installazioni cloud * 3.4. Immagini per contenitori e macchine virtuali * 4. Aggiornamenti da Debian 13 (trixie) —DRAFT— * 4.1. Preparazione all’aggiornamento * 4.1.1. Salvare i dati e le informazioni di configurazione * 4.1.2. Informare gli utenti in anticipo * 4.1.3. Preparazione all’indisponibilità dei servizi * 4.1.4. Preparazione per il ripristino * 4.1.5. Preparazione di un ambiente sicuro per l’aggiornamento * 4.2. Partire da una Debian «pura» * 4.2.1. Aggiornamento a Debian 13 (trixie) * 4.2.2. Aggiornare all’ultimo rilascio minore * 4.2.3. Debian Backports * 4.2.4. Preparare il database dei pacchetti * 4.2.5. Rimuovere pacchetti obsoleti * 4.2.6. Rimozione dei pacchetti non Debian * 4.2.7. Ripulire i file di configurazione rimasti indietro * 4.2.8. Le componenti non-free e non-free-firmware * 4.2.9. La sezione «proposed-updates» (aggiornamenti proposti) * 4.2.10. Fonti non ufficiali * 4.2.11. Disattivare il pinning di APT * 4.2.12. Verifica dello stato dei pacchetti * 4.3. Preparazione dei file delle fonti per APT * 4.3.1. Aggiunta di fonti internet per APT * 4.3.2. Aggiunta di fonti per APT da mirror locale * 4.3.3. Aggiunta di fonti per APT da supporti ottici * 4.4. Aggiornare i pacchetti * 4.4.1. Registrazione della sessione * 4.4.2. Aggiornamento della lista dei pacchetti * 4.4.3. Accertarsi di avere spazio disponibile a sufficienza per l’aggiornamento * 4.4.4. Fermare i sistemi di monitoraggio * 4.4.5. Aggiornamento minimo del sistema * 4.4.6. Aggiornamento del sistema * 4.5. Possibili problemi durante l’aggiornamento * 4.5.1. Full-upgrade fallisce con l’errore «Impossibile eseguire immediatamente la configurazione» * 4.5.2. Rimozioni attese * 4.5.3. Conflitti e pre-dipendenze cicliche * 4.5.4. Conflitti tra file * 4.5.5. Modifiche alla configurazione * 4.5.6. Cambiare la sessione sulla console * 4.6. Aggiornare il kernel e i pacchetti collegati * 4.6.1. Installazione di un metapacchetto del kernel * 4.7. Pulizia dopo l’aggiornamento * 4.8. Ripulire i pacchetti installati automaticamente. * 4.9. Pacchetti obsoleti * 4.9.1. Eliminare completamente i pacchetti rimossi * 4.9.2. Pacchetti fittizi di transizione * 5. Problemi di cui essere al corrente per forky —DRAFT— * 5.1. Cose da sapere quando si aggiorna a forky * 5.1.3. Cose da fare prima di riavviare * 5.2. Cosa non limitate al processo di aggiornamento * 5.2.1. Limitazione nel supporto per la sicurezza * 5.3. Obsolescenze e deprecazioni * 5.3.1. Pacchetti obsoleti degni di nota * 5.3.2. Componenti deprecati per forky * 5.4. Bug importanti conosciuti * 6. Maggiori informazioni su Debian —DRAFT— * 6.1. Ulteriori letture * 6.2. Ottenere aiuto * 6.2.1. Liste di messaggi * 6.2.2. Internet Relay Chat * 6.3. Segnalare i bug * 6.4. Contribuire a Debian * 7. Gestire il proprio sistema trixie prima dell’avanzamento —DRAFT— * 7.1. Aggiornare il proprio sistema trixie * 7.2. Controllare la propria configurazione di APT * 7.3. Effettuare l’aggiornamento al rilascio trixie più recente * 7.4. Rimuovere file di configurazione obsoleti * 8. Contributori delle note di rilascio —DRAFT— 1. Introduzione —DRAFT— *********************** Questo documento fornisce informazioni agli utenti della distribuzione Debian sui cambiamenti principali nella versione 14 (nome in codice forky). Le note di rilascio forniscono informazioni su come aggiornare in modo sicuro dalla versione 13 (nome in codice trixie) alla versione attuale e informano gli utenti sui possibili problemi conosciuti in cui potrebbero incorrere durante tale processo. È possibile ottenere la versione più recente di questo documento da https://www.debian.org/releases/forky/releasenotes. Attenzione: È impossibile elencare ogni possibile problema conosciuto, pertanto è stata fatta una selezione basata su probabili gravità e diffusione. Si noti anche che vengono forniti solo il supporto e la documentazione relativi all’aggiornamento dalla versione precedente di Debian (in questo caso l’aggiornamento da trixie). Se si deve aggiornare il sistema da versioni antecedenti, si suggerisce di leggere le edizioni precedenti delle note di rilascio e di aggiornare dapprima a trixie. 1.1. Segnalare errori in questo documento ========================================= Si è cercato di verificare tutti i vari passi dell’aggiornamento descritti in questo documento e si è anche cercato di anticipare ogni possibile problema nel quale si potrebbe incorrere. Ciononostante, se si ritiene di aver trovato un qualsiasi errore in questa documentazione (informazioni non corrette o mancanti), si invii una segnalazione al sistema di tracciamento dei bug per il pacchetto **release-notes**. Prima di inviare la segnalazione si dovrebbe verificare se tra le segnalazioni d’errore esistenti non sia già presente il problema trovato. Chiunque è libero di aggiungere delle informazioni alle segnalazioni esistenti in modo da contribuire al contenuto di questo documento. Le segnalazioni con correzioni per i sorgenti del documento sono apprezzate e incoraggiate. In Sorgenti di questo documento sono disponibili ulteriori informazioni su come ottenere i sorgenti di questo documento. 1.2. Fornire resoconti di aggiornamento ======================================= Ogni informazione dagli utenti inerente l’aggiornamento da trixie a forky è benvenuta. Se si desidera condividere informazioni, compilare una segnalazione nel sistema di tracciamento dei bug per il pacchetto **upgrade-reports** con i risultati ottenuti. È richiesto che ogni eventuale allegato venga compresso usando "gzip". Quando si invia un resoconto di aggiornamento è necessario includere le seguenti informazioni: * Lo stato del proprio database dei pacchetti prima e dopo l’aggiornamento: il database di **dpkg** dello stato dei pacchetti, disponibile in "/var/lib/dpkg/status" e le informazioni di **apt** sullo stato dei pacchetti, disponibili in "/var/lib/apt/extended_states" Prima di aggiornare si dovrebbe aver effettuato una copia di sicurezza, come descritto in Salvare i dati e le informazioni di configurazione, ma è anche possibile trovare copie di "/var/lib/dpkg/status" in "/var/backups". * I registri di "apt", disponibili in "/var/log/apt/term.log", o i registri di "aptitude", disponibili in "/var/log/aptitude". Nota: Prima di inviare le informazioni contenute nei file di registro è opportuno verificare che non vi siano informazioni che si ritengono private, poiché tutta la segnalazione verrà inserita in un database pubblico. 1.3. Sorgenti di questo documento ================================= I sorgenti di questo documento sono in formato reStructuredText. La versione HTML viene generata usando *sphinx-build -b html*.. La versione in PDF viene generata usando *sphinx-build -b latex*. I sorgenti delle Note di rilascio sono disponibili nell’archivio Git del *Debian Documentation Project*. È possibile utilizzare l”interfaccia web per accedere ai singoli file tramite il web e vedere le rispettive modifiche. Per maggiori informazioni su come accedere a Git, consultare le pagine sul VCS del Debian Documentation Project. 2. Cosa c’è di nuovo in Debian 14 —DRAFT— ***************************************** Il Wiki contiene ulteriori informazioni su questo argomento. 2.1. Architetture supportate ============================ Le seguenti architetture sono ufficialmente supportate da Debian 14: * PC a 64 bit ("amd64") * ARM a 64 bit ("arm64") * ARMv7 (EABI hard-float ABI, "armhf") * PowerPC little-endian a 64 bit ("ppc64el") * RISC-V little-endian a 64 bit ("riscv64") * IBM System z ("s390x") Additionally, on 64-bit PC systems, a partial 32-bit userland ("i386") is available. Maggiori informazioni sullo stato dei port e informazioni specifiche sul port per la propria architettura sono disponibili nelle pagine web relative ai port di Debian. 2.2. Cosa c’è di nuovo nella distribuzione? =========================================== 2.2.2. Desktop e pacchetti noti ------------------------------- Questa nuova versione di Debian contiene molto più software rispetto alla precedente, trixie; la distribuzione include più di 14116 nuovi pacchetti, per un totale di oltre 69830 pacchetti. La maggior parte del software nella distribuzione è stata aggiornata: più di 44326 pacchetti software (corrispondenti al 63% di tutti i pacchetti in trixie). Inoltre, un notevole numero di pacchetti (oltre 8844, il 12% dei pacchetti in trixie) è stato rimosso dalla distribuzione per diversi motivi. Non ci saranno aggiornamenti per questi pacchetti ed essi saranno marcati come «obsoleti» nelle interfacce dei programmi di gestione dei pacchetti; vedere Pacchetti obsoleti. Debian viene ancora una volta fornita con molti ambienti e applicazioni desktop. Fra l’altro include ora gli ambienti desktop GNOME 48, KDE Plasma 6.3, LXDE 13, LXQt 2.1.0 e Xfce 4.20. Anche le applicazioni per la produttività sono state aggiornate, incluse le suite per l’ufficio: * LibreOffice viene aggiornato alla versione 25; * GNUcash viene aggiornato a 5.10; Fra i molti altri, questa versione include anche i seguenti aggiornamenti software: +------------------------+------------------------+------------------------+ | Pacchetto | Versione in 13 | Versione in 14 (forky) | | | (trixie) | | |========================|========================|========================| | Apache | 2.4.62 | 2.4.65 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Bash | 5.2.15 | 5.2.37 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Server DNS BIND | 9.18 | 9.20 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Cryptsetup | 2.6 | 2.7 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | curl/libcurl | 7.88.1 | 8.14.1 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Emacs | 28.2 | 30.1 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Exim (server di posta | 4.96 | 4.98 | | predefinito) | | | +------------------------+------------------------+------------------------+ | GCC, GNU Compiler | 12.2 | 14.2 | | Collection | | | | (compilatore | | | | predefinito) | | | +------------------------+------------------------+------------------------+ | GIMP | 2.10.34 | 3.0.4 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | GnuPG | 2.2.40 | 2.4.7 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Inkscape | 1.2.2 | 1.4 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | la libreria GNU C | 2.36 | 2.41 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Kernel Linux | serie 6.1 | 6.12 series | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Insieme di strumenti | 13.0.1 e 14.0 | 19 (default), 17 and | | LLVM/Clang | (predefinito) e 15.0.6 | 18 available | +------------------------+------------------------+------------------------+ | MariaDB | 10.11 | 11.8 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Nginx | 1.22 | 1.26 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | OpenJDK | 17 | 21 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | OpenLDAP | 2.5.13 | 2.6.10 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | OpenSSH | 9.2p1 | 10.0p1 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | OpenSSL | 3.0 | 3.5 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Perl | 5.36 | 5.40 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | PHP | 8.2 | 8.4 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Postfix | 3.7 | 3.10 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | PostgreSQL | 15 | 17 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Python 3 | 3.11 | 3.13 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Qt 5 | 5.15.8 | 5.15.15 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Qt 6 | 6.4.2 | 6.8.2 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Rustc | 1.63 | 1.85 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Samba | 4.17 | 4.22 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Systemd | 252 | 257 | +------------------------+------------------------+------------------------+ | Vim | 9.0 | 9.1 | +------------------------+------------------------+------------------------+ 3. Sistema d’installazione —DRAFT— ********************************** L’installatore Debian è il sistema d’installazione ufficiale per Debian. Offre molti metodi d’installazione. I metodi disponibili per l’installazione in un sistema dipendono dalla sua architettura. Le immagini dell’installatore per forky possono essere trovate, insieme alla Guida all’installazione, nel sito web di Debian (https://www.debian.org/releases/forky/debian-installer/). La guida all’installazione è inclusa anche nel primo elemento dei set ufficiali dei DVD (CD/blu-ray) Debian, in: /doc/install/manual/language/index.html Si possono anche verificare le errata corrige (all’indirizzo https://www.debian.org/releases/forky/debian-installer#errata) dell’installatore Debian per un elenco di problematiche note. 3.1. Cosa c’è di nuovo nel sistema di installazione? ==================================================== L’installatore Debian ha fatto molti passi avanti dalla precedente versione rilasciata ufficialmente con Debian 13, raggiungendo un migliore supporto all’hardware e alcune nuove e interessanti funzionalità e migliorie. Se si è interessati ad una panoramica delle modifiche rispetto a trixie, controllare gli annunci di rilascio per i rilasci forky beta e RC disponibili nella cronologia delle notizie dell’Installatore Debian. 3.2. Installare Debian Pure Blend ================================= A selection of Debian Pure Blends, such as Debian Junior, Debian Science, or Debian FreedomBox, can now be accessed directly in the installer - see the installation-guide. Per informazioni sulle Debian Pure Blends, vedere https://www.debian.org/blends/ o il wiki. 3.3. Installazioni cloud ======================== Il Team cloud pubblica Debian forky per diversi servizi popolari di cloud computing, inclusi: * Amazon Web Services * Microsoft Azure * OpenStack * VM semplice Le immagini cloud forniscono agganci di automazione tramite "cloud- init" e danno priorità ad avvi veloci di istanza usando pacchetti kernel e configurazioni grub specificatamente ottimizzati. Sono fornite, dove appropriato, immagini che supportano diverse architetture e il Team cloud cerca di supportare tutte le funzionalità offerte dal servizio cloud. Il Team Cloud fornisce immagini aggiornate fino alla fine del periodo LTS di forky. Vengono tipicamente rilasciate nuove immagini per ogni rilascio minore e dopo risoluzioni di problemi di sicurezza per i pacchetti critici. La politica di supporto completa del Team Cloud è disponibile nella pagina sul Ciclo di vita delle immagini cloud. Ulteriori dettagli sono disponibili su https://cloud.debian.org/ e nel wiki. 3.4. Immagini per contenitori e macchine virtuali ================================================= Immagini contenitore per Debian forky multi-architettura sono disponibili su Docker Hub. In aggiunta alle immagini standard è disponibile una variante «slim» che riduce l’uso del disco. 4. Aggiornamenti da Debian 13 (trixie) —DRAFT— ********************************************** 4.1. Preparazione all’aggiornamento =================================== Prima dell’aggiornamento è consigliato anche leggere le informazioni in Problemi di cui essere al corrente per forky —DRAFT—. Tale capitolo copre i potenziali problemi che non sono direttamente correlati al processo di aggiornamento, ma che potrebbe comunque essere importante conoscere prima di iniziare. 4.1.1. Salvare i dati e le informazioni di configurazione --------------------------------------------------------- Prima di aggiornare il proprio sistema si raccomanda di effettuare un salvataggio completo o quantomeno una copia di sicurezza di tutti quei dati e quelle informazioni di configurazione che non ci si può permettere di perdere. Gli strumenti e i processi di aggiornamento sono abbastanza affidabili, ma un problema dell’hardware durante l’aggiornamento potrebbe generare un sistema fortemente danneggiato. Le cose principali di cui si può voler fare il backup sono il contenuto di "/etc", "/var/lib/dpkg", "/var/lib/apt/extended_states" e l’output di: $ dpkg --get-selections '*' # (the quotes are important) Se si usa "aptitude" per gestire i pacchetti nel proprio sistema, si vorrà anche fare il backup di "/var/lib/aptitude/pkgstates". Il processo di aggiornamento in quanto tale non modifica nulla nelle directory "/home", tuttavia alcune applicazioni (come ad esempio alcune parti della suite Mozilla e gli ambienti desktop GNOME e KDE) sovrascrivono le impostazioni dell’utente preesistenti con i nuovi valori predefiniti quando un utente avvia per la prima volta la nuova versione dell’applicazione. Per precauzione si potrebbe quindi voler fare una copia di sicurezza dei file e delle directory nascosti («dotfile», cioè file i cui nomi iniziano con un punto) che si trovano nelle directory «home» degli utenti. Tale copia potrebbe aiutare a ripristinare o a ricreare le vecchie impostazioni. Potrebbe anche essere il caso di informare gli utenti su questo argomento. Tutte le installazioni di pacchetti devono essere eseguite con i privilegi di superutente, per cui è necessario effettuare il login come utente "root", oppure usare "su" o "sudo", per ottenere i diritti d’accesso necessari. L’aggiornamento ha alcune condizioni preliminari; prima di eseguirlo si dovrebbe verificarle. 4.1.2. Informare gli utenti in anticipo --------------------------------------- È saggio informare in anticipo tutti gli utenti di qualunque aggiornamento si stia pianificando, anche se gli utenti che accedono al sistema tramite una connessione "ssh" non dovrebbero notare granché durante l’aggiornamento e dovrebbero poter continuare a lavorare. Se si desidera prendere delle precauzioni supplementari, si esegua un salvataggio delle partizioni degli utenti ("/home") o le si smonti prima di aggiornare il sistema. Con l’aggiornamento a forky si dovrà anche fare un aggiornamento del kernel, per cui sarà necessario riavviare il sistema. Tipicamente ciò verrà fatto dopo che l’aggiornamento è terminato. 4.1.3. Preparazione all’indisponibilità dei servizi --------------------------------------------------- Tra i pacchetti interessati all’aggiornamento ce ne potrebbero essere alcuni a cui sono associati dei servizi. In questo caso, tali servizi saranno fermati mentre è in corso la sostituzione o la configurazione dei pacchetti. In questo periodo di tempo i servizi non saranno disponibili. La durata del disservizio varia a seconda del numero di pacchetti da aggiornare sul sistema e comprende anche il tempo che occorre all’amministratore di sistema per rispondere alle domande sulla configurazione poste dall’aggiornamento dei pacchetti. Notare che se l’aggiornamento non è presidiato e il sistema richiede una risposta per andare avanti è probabile che i servizi rimangano non disponibili [1] per un periodo di tempo considerevole. Se il sistema in fase di aggiornamento fornisce servizi critici per gli utenti o la rete [2], è possibile ridurre il tempo di disservizio facendo un aggiornamento minimo del sistema, come descritto in Aggiornamento minimo del sistema, seguito da un aggiornamento del kernel, un riavvio e poi l’aggiornamento dei pacchetti associati ai servizi critici. Fare l’aggiornamento di questi pacchetti prima di fare l’aggiornamento completo descritto in Aggiornamento del sistema. Questo metodo assicura che i servizi critici restino in funzione mentre è in corso l’aggiornamento completo del sistema e che il periodo di disservizio sia breve. 4.1.4. Preparazione per il ripristino ------------------------------------- Sebbene Debian cerchi di garantire che il sistema rimanga sempre in uno stato avviabile, c’è sempre la possibilità che si abbiano problemi a riavviare il sistema dopo l’aggiornamento. I potenziali problemi che sono noti sono documentati in questo e nei prossimi capitoli delle presenti note di rilascio. Pertanto è sensato assicurarsi di essere in grado di ripristinare il proprio sistema se questo non riesce a riavviarsi o a tirare su la rete, se è gestito da remoto. Se si sta aggiornando da remoto tramite una connessione "ssh" è fortemente raccomandato prendere tutte le precauzioni necessarie per essere in grado di accedere al server tramite un terminale seriale remoto. È possibile che, dopo l’aggiornamento del kernel e il riavvio del sistema, si debba sistemare la configurazione del sistema tramite una console locale. Analogamente, se il sistema viene accidentalmente riavviato nel mezzo di un aggiornamento è possibile che lo si debba ripristinare usando una console locale. Per il ripristino d’emergenza generalmente viene raccomandato di usare la *modalità di ripristino* dell’installatore di Debian forky. Il vantaggio di usare l’installatore consiste nel fatto che è possibile scegliere fra i suoi numerosi metodi per trovare quello che meglio corrisponde alla propria situazione. Per maggiori informazioni si consulti la sezione «Recupero di un sistema danneggiato» nel capitolo 8 della Guida all’installazione (all’indirizzo https://www.debian.org/releases/forky/installmanual) e le FAQ dell’installatore di Debian. Se questa operazione non riesce, sarà necessario trovare un modo alternativo per avviare il proprio sistema in modo da potervi accedere per ripararlo. Una possibilità è l’utilizzo di un’immagine di ripristino speciale o di installazione live. Dopo aver avviato in tal modo, si dovrebbe essere in grado di montare il proprio file system radice ed entrarvi con "chroot" per trovare e correggere il problema. 4.1.4.1. Shell di debug durante l’avvio con initrd ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Il pacchetto **initramfs-tools** include una shell di debug [3] negli initrd che genera. Per esempio, se initrd non è in grado di montare il file system radice si verrà rimandati in questa shell di debug, la quale mette a disposizione i comandi di base per trovare il problema e, se possibile, risolverlo. Le cose di base da controllare sono: la presenza dei file device corretti in "/dev", quali moduli vengono caricati ("cat /proc/modules") e l’output di "dmesg" per gli errori durante il caricamento dei driver. L’output di "dmesg" mostra inoltre quali file device sono stati assegnati a quali dischi; questi risultati andranno confrontati con l’output di "echo $ROOT", per assicurarsi che il file system radice sia sul device atteso. Se si è riusciti a risolvere il problema, digitando "exit" si uscirà dalla shell di debug e si continuerà il processo di avvio a partire dal punto in cui il problema si è verificato. Naturalmente sarà anche necessario risolvere il problema sottostante e rigenerare initrd in modo che il prossimo avvio non fallisca nuovamente. 4.1.4.2. Shell di debug durante l’avvio con systemd ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Se l’avvio fallisce con systemd è possibile ottenere una shell root di debug cambiando la riga di comando del kernel. Se l’avvio di base ha successo, ma l’avvio di alcuni servizi fallisce, può essere utile aggiungere "systemd.unit=rescue.target" ai parametri del kernel. Altrimenti il parametro "systemd.unit=emergency.target" del kernel fornirà una shell di root non appena possibile. Tuttavia ciò viene fatto prima del montaggio del file system radice con permessi in lettura e scrittura. Sarà necessario farlo manualmente con: # mount -o remount,rw / Un altro approccio è quello di abilitare la «shell precoce di debug» di systemd attraverso il "debug-shell.service". Al successivo avvio il servizio apre una shell di login per root sulla tty9 nei primi momenti del processo di avvio. Può essere abilitata con il parametro di avvio del kernel "systemd.debug-shell=1" oppure essere resa persistente con "systemctl enable debug-shell", nel qual caso dovrebbe essere nuovamente disabilitata quando il debug è completato. Ulteriori informazioni su come fare il debug di un avvio non funzionante con systemd possono essere trovate nell’articolo Diagnosing Boot Problems di Freedesktop.org. 4.1.5. Preparazione di un ambiente sicuro per l’aggiornamento ------------------------------------------------------------- Importante: Se si stanno usando alcuni servizi VPN (come **tinc**) tenere a mente che potrebbero non essere disponibili durante l’aggiornamento. Consultare Preparazione all’indisponibilità dei servizi. Per ottenere un margine supplementare di sicurezza durante l’aggiornamento da remoto si suggerisce di eseguire i processi di aggiornamento nella console virtuale fornita dal programma "screen" o "tmux", che consente la riconnessione sicura e garantisce che il processo di aggiornamento non venga interrotto nemmeno nel caso in cui il processo di connessione remota si interrompa temporaneamente. Nel caso in cui "tmux" è stato aggiornato ad una nuova versione principale si può ottenere un errore al collegamento:: «open terminal failed: not a terminal» («Fallita apertura terminale: non un terminale»). Si può sempre accedere alla vecchia sessione con: # /proc/$(pgrep "tmux: server")/exe attach Gli utenti del demone watchdog fornito nel pacchetto **micro-evtd** dovrebbero fermare il demone e disabilitare il timer di watchdog prima dell’aggiornamento, per evitare un riavvio spurio nel bel mezzo del processo di aggiornamento: # service micro-evtd stop # /usr/sbin/microapl -a system_set_watchdog off 4.2. Partire da una Debian «pura» ================================= Il processo di aggiornamento descritto in questo capitolo è stato progettato per sistemi Debian stable «puri». APT controlla ciò che è installato nel sistema. Se la propria configurazione di APT fa riferimento a fonti aggiuntive oltre a trixie o se si sono installati pacchetti da altri rilasci o da terze parti, allora per assicurare un processo di aggiornamento affidabile si potrebbe voler iniziare rimuovendo tali fattori di complicazione. APT sta passando ad un diverso formato per la configurazione delle fonti da cui scaricare i pacchetti. I file "/etc/apt/sources.list" e "*.list" in "/etc/apt/sources.list.d/" vengono sostituiti da file, sempre in quella directory, ma con nomi che terminano con ".sources", e che usanoo il nuovo formato (in stile deb822) più comprensibile. Per i dettagli vedere sources.list(5). Gli esempi di configurazioni per APT in questo documento vengono dati nel nuovo formato deb822. Se il proprio sistema usa più file per le fonti, è necessario assicurarsi che siano coerenti. 4.2.1. Aggiornamento a Debian 13 (trixie) ----------------------------------------- Sono supportati solo gli aggiornamenti da Debian 13 (trixie). Si può visualizzare la propria versione di Debian con: $ cat /etc/debian_version Seguire le istruzioni nelle Note di rilascio per Debian 13 all’indirizzo https://www.debian.org/releases/trixie/releasenotes per aggiornare prima a Debian 13, se necessario. 4.2.2. Aggiornare all’ultimo rilascio minore -------------------------------------------- Questa procedura presume che il proprio sistema sia stato aggiornato fino all’ultimo aggiornamento disponibile per trixie. Se non è così o non si è sicuri, seguire le istruzioni contenute in Aggiornare il proprio sistema trixie. 4.2.3. Debian Backports ----------------------- Debian Backports permette agli utenti di Debian stable di eseguire versioni più aggiornate dei pacchetti (con alcuni compromessi rispetto ai test e al supporto di sicurezza). Il Team Debian per Backports mantiene un sottoinsieme di pacchetti dal successivo rilascio di Debian, adattato e ricompilato per l’uso sull’attuale rilascio stabile di Debian. I pacchetti da trixie-backports hanno numeri di versione più bassi della versione in forky, perciò dovrebbero aggiornarsi normalmente a forky nello stesso modo dei pacchetti trixie «puri» durante l’aggiornamento della distribuzione. Sebbene non ci siano problemi potenziali noti, i percorsi di aggiornamento da backports sono meno testati e di conseguenza incorrono in più rischi. Attenzione: Mentre i regolari Debian Backports sono supportati, non c’è un percorso di aggiornamento pulito da backports sloppy (che usano voci per fonti di APT che fanno riferimento a trixie-backports-sloppy). Così come per le Fonti non ufficiali, si suggerisce agli utenti di rimuovere le voci «trixie-backports» dai loro file delle fonti per APT prima dell’aggiornamento. Dopo che questo è completato, si può considerare di aggiungere «forky-backports» (vedere https://backports.debian.org/Instructions/). Per maggiori informazioni consultare la pagina su Backports del Wiki. 4.2.4. Preparare il database dei pacchetti ------------------------------------------ Si dovrebbe controllare che il database dei pacchetti sia a posto prima di procedere con l’aggiornamento. Se si usa un altro gestore di pacchetti come **aptitude** o **synaptic** controllare ogni azione in sospeso. Un pacchetto per cui è programmata l’installazione o la rimozione potrebbe interferire con il processo di aggiornamento. Notare che la correzione di questa situazione è possibile solo se i propri file delle fonti per APT puntano tuttora a «trixie» e non a «stable» o a «forky». A tale proposito vedere Controllare la propria configurazione di APT. 4.2.5. Rimuovere pacchetti obsoleti ----------------------------------- È una buona idea rimuovere i pacchetti obsoleti dal proprio sistema prima dell’aggiornamento. Possono introdurre complicazioni durante il processo di aggiornamento e possono rappresentare rischi di sicurezza dato che non sono più mantenuti. 4.2.6. Rimozione dei pacchetti non Debian ----------------------------------------- Di seguito vengono indicati due metodi per trovare pacchetti installati che non provengono da Debian, usando "apt" o "apt- forktracer". Notare che nessuno dei due è accurato al 100% (per esempio, quello con apt elenca i pacchetti che erano una volta forniti da Debian ma che non lo sono più, come i vecchi pacchetti del kernel). $ apt list '?narrow(?installed, ?not(?origin(Debian)))' $ apt-forktracer | sort 4.2.7. Ripulire i file di configurazione rimasti indietro --------------------------------------------------------- Un aggiornamento precedente può aver lasciato indietro copie inutilizzate dei file di configurazione: vecchie versioni di file di configurazione, versioni fornite dai manutentori dei pacchetti, ecc. La rimozione dei file lasciati da precedenti aggiornamenti può evitare confusioni. Trovare questi file rimasti indietro con: # find /etc -name '*.dpkg-*' -o -name '*.ucf-*' -o -name '*.merge-error' 4.2.8. Le componenti non-free e non-free-firmware ------------------------------------------------- Se si ha firmware non libero installato è raccomandato aggiungere "non-free-firmware" alle proprie fonti di APT. 4.2.9. La sezione «proposed-updates» (aggiornamenti proposti) ------------------------------------------------------------- Se la sezione "proposed-updates" è elencata nei propri file delle fonti per APT, la si dovrebbe rimuovere prima di tentare l’aggiornamento del sistema. Questa precauzione serve per ridurre il rischio di conflitti. 4.2.10. Fonti non ufficiali --------------------------- Se si ha un qualsiasi pacchetto non-Debian nel proprio sistema, si presti attenzione al fatto che questi possono essere rimossi durante l’aggiornamento a causa di conflitti di dipendenze. Se questi pacchetti sono stati installati aggiungendo un archivio di pacchetti supplementare nei propri file delle fonti per APT, si dovrebbe controllare che tale archivio offra anche pacchetti compilati per forky e modificare di conseguenza la voce della fonte contemporaneamente alle voci delle fonti per i pacchetti Debian. Alcuni utenti potrebbero avere installate nel proprio sistema trixie versioni *non ufficiali* «più recenti» da backport di pacchetti che *sono* in Debian. Tali pacchetti sono i candidati più probabili a causare problemi durante un aggiornamento, in quanto potrebbero generare conflitti fra file [4]. Possibili problemi durante l’aggiornamento contiene alcune informazioni su come gestire i conflitti tra file nel caso si verifichino. 4.2.11. Disattivare il pinning di APT ------------------------------------- Se si è configurato APT in modo da installare taluni pacchetti da una distribuzione diversa da stable (ad esempio da testing), si potrebbe dover modificare la configurazione del pinning del proprio APT (memorizzata in "/etc/apt/preferences" e "/etc/apt/preferences.d/") in modo da consentire l’aggiornamento dei pacchetti alle versioni nel nuovo rilascio stable. Maggiori informazioni sul pinning di APT sono disponibili in apt_preferences(5). 4.2.12. Verifica dello stato dei pacchetti ------------------------------------------ Si raccomanda di controllare dapprima lo stato di tutti i pacchetti e di verificare che tutti siano in uno stato aggiornabile, indipendentemente dal metodo usato per l’aggiornamento. Il comando seguente mostrerà tutti i pacchetti con uno stato «Half-Installed» o «Failed-Config» e quelli con un qualsiasi stato di errore. $ dpkg --audit È anche possibile controllare lo stato di tutti i pacchetti sul proprio sistema usando "aptitude" o con comandi come ad esempio $ dpkg -l o # dpkg --get-selections '*' > ~/curr-pkgs.txt In alternativa si può anche usare "apt". # apt list --installed > ~/curr-pkgs.txt È auspicabile la rimozione di qualsiasi blocco prima dell’aggiornamento. Se qualsiasi pacchetto essenziale per l’aggiornamento è bloccato («on hold») l’aggiornamento fallirà. $ apt-mark showhold Se un pacchetto è stato modificato e ricompilato localmente, e non lo si è rinominato né vi si è aggiunto un numero di epoca nella versione, è necessario bloccarlo per impedire che venga aggiornato. Lo stato «hold» (bloccato) di un pacchetto per "apt" può essere modificato eseguendo il comando: # apt-mark hold package_name Sostituire "hold" con "unhold" per disattivare lo stato «hold». Se c’è bisogno di sistemare qualcosa è meglio controllare che i propri file delle fonti per APT puntino sempre a trixie come illustrato in Controllare la propria configurazione di APT. 4.3. Preparazione dei file delle fonti per APT ============================================== Prima di iniziare l’aggiornamento è necessario riconfigurare APT per aggiungere fonti per forky e tipicamente per rimuovere le fonti per trixie. Come detto in Partire da una Debian «pura», è raccomandato l’uso del nuovo formato in stile deb822, perciò si dovrebbero sostituire "/etc/apt/sources.list" e qualsiasi file "*.list" in "/etc/apt/sources.list.d/" con un solo file chiamato "debian.sources" in "/etc/apt/sources.list.d/" (se non è ancora stato fatto). Sotto viene fornito un esempio di come si presenta tipicamente questo file. APT prenderà in considerazione tutti i pacchetti che possono essere trovati tramite qualsiasi archivio configurato e installerà il pacchetto con il numero di versione più alto, dando la priorità alle righe menzionate per prime. Perciò, nel caso in cui siano presenti più posizioni di mirror, elencare per prime quelle sull’hard disc locale, poi i CD-ROM e infine i mirror remoti. Si fa spesso riferimento a un rilascio sia tramite il suo nome in codice (ad esempio «trixie», «forky»), sia tramite la denominazione del suo stato (cioè «oldstable», «stable», «testing», «unstable»). Fare riferimento ad un rilascio attraverso il suo nome in codice presenta il vantaggio che non si sarà mai sorpresi da un nuovo rilascio, pertanto è il metodo qui adottato. Questo naturalmente significa che si dovrà prestare attenzione agli annunci di rilascio. Se invece si utilizza la denominazione dello stato, si vedrà una grande quantità di aggiornamenti disponibili per i propri pacchetti non appena avviene un rilascio. Debian fornisce due mailing-list per gli annunci che aiutano a rimanere aggiornati sulle informazioni importanti relative ai rilasci di Debian: * Iscrivendosi alla mailing-list degli annunci Debian si riceverà una notifica ogni volta che Debian fa un nuovo rilascio, ad esempio come quando «forky» passa da «testing» a «stable». * Iscrivendosi alla mailing-list degli annunci di sicurezza di Debian si riceverà una notifica ogni volta che Debian pubblica un annuncio di sicurezza. 4.3.1. Aggiunta di fonti internet per APT ----------------------------------------- Nelle nuove installazioni APT viene impostato in modo predefinito per utilizzare il servizio APT CDN di Debian che dovrebbe assicurare che i pacchetti vengano automaticamente scaricati da un server vicino in termini di rete. Dato che questo è un servizio relativamente nuovo le installazioni più vecchie possono avere configurazioni che puntano ancora ad uno dei server Internet principali di Debian o uno dei mirror. Se ancora non lo si è fatto, è raccomandato passare all’utilizzo del servizio CDN nella propria configurazione di APT. Per usare il servizio CDN service, la corretta configurazione di APT (presumendo che si stia usando "main" e "non-free-firmware") è la seguente in "/etc/apt/sources.list.d/debian.sources": Types: deb URIs: https://deb.debian.org/debian Suites: forky forky-updates Components: main non-free-firmware Signed-By: /usr/share/keyrings/debian-archive-keyring.gpg Types: deb URIs: https://security.debian.org/debian-security Suites: forky-security Components: main non-free-firmware Signed-By: /usr/share/keyrings/debian-archive-keyring.gpg Nota: Starting in trixie the ".gpg" keyring pathnames are now backwards compatibility symlinks to the new ".pgp" canonical pathnames, which will eventually get removed. Assicurarsi di aver rimosso ogni vecchio file delle fonti. Tuttavia, se si hanno risultati migliori usando un mirror specifico che è più vicino in termini di rete invece del servizio CDN, allora l’URI del mirro può essere sostituito nella riga dell’URI con (ad esempio) «URIs: https://mirrors.kernel.org/debian». Se si desidera usare pacchetti dalle componenti "contrib" o "non- free", si possono aggiungere questi nomi a tutte le righe "Components:". Dopo aver aggiunto le nuove fonti, disabilitare le voci di archivio preesistenti nei file delle fonti di APT, facendole precedere da un simbolo cancelletto ("#"). 4.3.2. Aggiunta di fonti per APT da mirror locale ------------------------------------------------- Anziché usare mirror remoti dei pacchetti, si potrebbe voler modificare i file delle fonti di APT in modo da usare un mirror su un disco locale (eventualmente montato su NFS). Per esempio, il proprio mirror dei pacchetti potrebbe essere in "/var/local/debian/" e avere le directory principali come segue: /var/local/debian/dists/forky/main/... /var/local/debian/dists/forky/contrib/... Per poter utilizzare questo mirror con **apt**, aggiungere la riga seguente al proprio file "/etc/apt/sources.list.d/debian.sources": Types: deb URIs: file:/var/local/debian Suites: forky Components: main non-free-firmware Signed-By: /usr/share/keyrings/debian-archive-keyring.gpg Nota: Starting in trixie the ".gpg" keyring pathnames are now backwards compatibility symlinks to the new ".pgp" canonical pathnames, which will eventually get removed. Di nuovo, dopo aver aggiunto le nuove fonti disabilitare le voci di archivio precedentemente esistenti. 4.3.3. Aggiunta di fonti per APT da supporti ottici --------------------------------------------------- Se si vogliono utilizzare *soltanto* DVD (o CD o dischi Blu-ray) si disabilitino, commentandole, le voci esistenti in tutti i file delle fonti di APT ponendovi davanti un simbolo cancelletto ("#"). Ci si accerti che in "/etc/fstab" ci sia una riga che abiliti la possibilità di montare la propria unità CD-ROM nel punto di montaggio "/media/cdrom". Per esempio, se l’unità del CD-ROM è "/dev/sr0", "/etc/fstab" dovrebbe contenere una riga come la seguente: /dev/sr0 /media/cdrom auto noauto,ro 0 0 Si noti che *non ci devono essere spazi* fra le parole "noauto,ro" nel quarto campo. Per verificare il funzionamento, inserire un CD e provare a eseguire # mount /media/cdrom # this will mount the CD to the mount point # ls -alF /media/cdrom # this should show the CD's root directory # umount /media/cdrom # this will unmount the CD Poi, si esegua: # apt-cdrom add per ciascun CD-ROM di binari di Debian che si possiede, al fine di aggiungere i dati di ciascun CD al database di APT. 4.4. Aggiornare i pacchetti =========================== Il modo raccomandato per aggiornare da rilasci di Debian precedenti è quello di usare lo strumento do gestione dei pacchetti "apt". Nota: "apt" è pensato per l’uso interattivo e non dovrebbe essere utilizzato in script. Negli script si dovrebbe usare "apt-get" che ha un output stabile più adatto per l’analisi semantica. Non ci si dimentichi di montare tutte le partizioni necessarie (in particolare le partizioni radice e "/usr") in modalità di lettura e scrittura, con un comando del tipo: # mount -o remount,rw /mountpoint In seguito si dovrebbe riverificare che le voci delle fonti per APT (nei file in "/etc/apt/sources.list.d/") facciano riferimento a «forky» o a «stable». Non dovrebbe esserci alcuna voce per le fonti che punti a trixie. Nota: Qualche volta le righe delle fonti per un CD-ROM potrebbero fare riferimento a «"unstable"»; sebbene ciò possa generare confusione *non* devono essere modificate. 4.4.1. Registrazione della sessione ----------------------------------- "apt" mantiene anche un registro («log») in "/var/log/apt/history.log" dei cambiamenti di stato dei pacchetti e dell’output del terminale in "/var/log/apt/term.log". "dpkg", in aggiunta, registra tutti i cambiamenti di stato dei pacchetti in "/var/log/dpkg.log". Se si usa "aptitude", anch’esso registra cambiamenti di stato in "/var/log/aptitude". Se si verifica un problema si disporrà di una registrazione di quanto accaduto e, se necessario, si potranno fornire le informazioni esatte in una’eventuale segnalazione di errori. "term.log" permette anche di rileggere le informazioni scorse fuori dalla schermata. Se si usa la console di sistema, basta passare a VT2 (con "Alt+F2") per leggerle. 4.4.2. Aggiornamento della lista dei pacchetti ---------------------------------------------- Anzitutto deve essere recuperata la lista dei pacchetti disponibili per la nuova versione. Lo si fa eseguendo: # apt update 4.4.3. Accertarsi di avere spazio disponibile a sufficienza per l’aggiornamento ------------------------------------------------------------------------------- Prima di aggiornare il proprio sistema ci si deve accertare di avere uno spazio disponibile sufficiente sul proprio disco fisso al momento di far partire l’aggiornamento completo del sistema, come descritto in Aggiornamento del sistema. Per prima cosa, poiché ogni pacchetto necessario per l’installazione prelevato dalla rete è archiviato in "/var/cache/apt/archives" (e nella sottodirectory "partial/", durante lo scaricamento), perciò ci si dovrebbe assicurare di avere spazio a sufficienza nella partizione del file system che contiene "/var" per il temporaneo scaricamento dei pacchetti che saranno installati nel sistema. Dopo lo scaricamento sarà probabilmente necessario avere ulteriore spazio disponibile in altre partizioni del file system per poter installare sia i pacchetti aggiornati (che potrebbero contenere file binari più grossi o più dati), sia i nuovi pacchetti che saranno introdotti con l’aggiornamento. Se il sistema non ha spazio libero a sufficienza, ci si potrebbe ritrovare con un aggiornamento incompleto dal quale è difficile effettuare un ripristino. "apt" può mostrare informazioni dettagliate sullo spazio su disco necessario per l’installazione. È possibile visualizzare questa stima prima di eseguire effettivamente l’aggiornamento, eseguendo: # apt -o APT::Get::Trivial-Only=true full-upgrade [ ... ] XXX upgraded, XXX newly installed, XXX to remove and XXX not upgraded. Need to get xx.xMB of archives. After this operation, AAAMB of additional disk space will be used. Nota: L’esecuzione di questo comando all’inizio del processo di aggiornamento potrebbe restituire un errore, per le ragioni descritte nelle sezioni seguenti. In tal caso sarà necessario attendere finché non sarà stato eseguito l’aggiornamento minimo del sistema come descritto in Aggiornamento minimo del sistema prima di eseguire il comando per avere una stima dello spazio necessario su disco. Se lo spazio disponibile è insufficiente per l’aggiornamento, "apt" avverte con un messaggio come questo: E: You don't have enough free space in /var/cache/apt/archives/. In questo caso, accertarsi di liberare prima uno spazio sufficiente. È possibile: * Rimuovere i pacchetti che sono stati precedentemente scaricati per l’installazione (in "/var/cache/apt/archives"). Pulire la cache dei pacchetti eseguendo "apt clean" rimuoverà tutti i file dei pacchetti scaricati in precedenza. * Rimuovere i pacchetti dimenticati. Se si è usato "aptitude" o "apt" per installare manualmente dei pacchetti in trixie, questi avranno tenuto traccia dei pacchetti installati manualmente e saranno capaci di marcare come obsoleti quei pacchetti installati solo per soddisfare delle dipendenze e che non sono più necessari se un pacchetto viene rimosso. Non marcheranno per la rimozione i pacchetti che sono stati installati manualmente dall’utente. Per rimuovere i pacchetti installati automaticamente che non sono più usati, eseguire: # apt autoremove Si può anche usare "debfoster" per trovare pacchetti superflui. Non rimuovere alla cieca i pacchetti indicati da questo strumento, specialmente se si stanno usando opzioni non predefinite aggressive che è possibile diano falsi positivi. È altamente raccomandato fare una revisione manuale dei pacchetti suggeriti per la rimozione (cioè del loro contenuto, dimensione e descrizione) prima di rimuoverli effettivamente. * Rimuovere i pacchetti che occupano molto spazio sul disco e non sono al momento necessari (possono sempre essere reinstallati dopo l’aggiornamento). Se si ha **popularity-contest** installato, si può usare "popcon-largest-unused" per elencare i pacchetti che non si usano e che occupano più spazio. I pacchetti che occupano più spazio possono essere trovati con "dpigs" (disponibile nel pacchetto **debian-goodies**) oppure con "wajig" (eseguendo "wajig size"). Possono anche essere trovati con **aptitude**. Avviare "aptitude" in modalità a tutto terminale, selezionare "Viste > Nuovo elenco unito dei pacchetti", premere "l" e inserire "~i", premere "S" e inserire "~installsize", a quel punto si dovrebbe ottenere un bell’elenco con cui lavorare. * Eliminare i file di traduzioni e localizzazioni dal sistema se non sono necessari. È possibile installare il pacchetto **localepurge** e configurarlo in modo che solo poche localizzazioni selezionate vengano mantenute sul sistema. Questo ridurrà lo spazio su disco occupato da "/usr/share/locale". * Spostare temporaneamente su un altro sistema o rimuovere in modo permanente i log di sistema che si trovano in "/var/log". * Usare un "/var/cache/apt/archives" temporaneo: è possibile usare una directory di cache temporanea da un altro file system (periferiche di memorizzazione USB, dischi fissi temporanei, file system già in uso, ecc.). Nota: Non si usi una partizione montata via NFS, in quanto la connessione di rete potrebbe essere interrotta durante l’aggiornamento. Per esempio, se si possiede un disco o una penna USB montato in "/media/usbkey": 1. si rimuovano i pacchetti precedentemente scaricati per l’installazione: # apt clean 2. si copi la directory "/var/cache/apt/archives" nella periferica USB: # cp -ax /var/cache/apt/archives /media/usbkey/ 3. si monti la directory della cache temporanea su quella attuale: # mount --bind /media/usbkey/archives /var/cache/apt/archives 4. dopo l’aggiornamento, si ripristini la directory "/var/cache/apt/archives" originale: # umount /var/cache/apt/archives 5. si rimuova il restante "/media/usbkey/archives". È possibile creare la cache temporanea su qualsiasi file system montato sul proprio sistema. * Effettuare un aggiornamento minimo del sistema (vedere Aggiornamento minimo del sistema) oppure degli aggiornamenti parziali seguiti da un aggiornamento completo. Questo permette l’aggiornamento parziale del sistema e permette di pulire la cache dei pacchetti prima dell’aggiornamento completo. Notare che per rimuovere pacchetti in modo sicuro è preferibile tornare a far puntare i propri file delle fonti di APT a trixie, come descritto in Controllare la propria configurazione di APT. 4.4.4. Fermare i sistemi di monitoraggio ---------------------------------------- Dato che "apt" può avere necessità di fermare temporaneamente servizi in esecuzione sul computer, è probabilmente una buona idea fermare i servizi di monitoraggio che possono riavviare altri servizi terminati durante l’aggiornamento. In Debian, un esempio di tale servizio è **monit**. 4.4.5. Aggiornamento minimo del sistema --------------------------------------- In alcuni casi, eseguire direttamente un aggiornamento completo (come descritto più avanti) potrebbe rimuovere un gran numero di pacchetti che si potrebbe voler mantenere. È quindi raccomandato un processo di aggiornamento in due parti: prima un aggiornamento minimo che risolva questi conflitti, poi un aggiornamento completo come descritto in Aggiornamento del sistema. Per farlo eseguire: # apt upgrade --without-new-pkgs Questo consentirà l’aggiornamento di quei pacchetti che possono essere aggiornati senza richiedere l’installazione o la rimozione di altri pacchetti. L’aggiornamento minimo può essere utile anche quando non è possibile effettuare un aggiornamento completo perché sul sistema c’è poco spazio libero. Se è installato il pacchetto **apt-listchanges**, esso mostrerà (con la sua configurazione predefinita) all’interno di un paginatore informazioni importanti sui pacchetti aggiornati dopo lo scaricamento dei pacchetti. Premere "q" dopo averle lette, per uscire dal paginatore e continuare l’aggiornamento. 4.4.6. Aggiornamento del sistema -------------------------------- Una volta completati i passaggi descritti in precedenza, si è pronti per continuare con la parte principale dell’aggiornamento. Si esegua: # apt full-upgrade Questo comando eseguirà un aggiornamento completo del sistema, installando le versioni più recenti disponibili di tutti i pacchetti e risolvendo i possibili cambiamenti di dipendenze fra i pacchetti dei diversi rilasci. Se necessario, esso installerà taluni nuovi pacchetti (normalmente nuove versioni di librerie o pacchetti rinominati) e rimuoverà i pacchetti resi obsoleti in conflitto. In caso di aggiornamento da una serie di CD/DVD/BD, probabilmente verrà chiesto di inserire uno specifico disco in diversi momenti dell’aggiornamento. Potrebbe capitare di dover inserire più volte lo stesso disco: ciò è dovuto a pacchetti correlati tra loro che sono stati distribuiti su diversi dischi. Nuove versioni di pacchetti attualmente installati che non possono essere aggiornati senza modificare lo stato d’installazione di un altro pacchetto saranno lasciate alla loro attuale versione (contrassegnati come «held back»;, «bloccati»). Ciò può essere risolto o utilizzando "aptitude", per designare tali pacchetti per l’installazione, o provando con "apt install pacchetto". 4.5. Possibili problemi durante l’aggiornamento =============================================== Nelle prossime sezioni sono descritti i problemi noti che potrebbero verificarsi durante l’aggiornamento a forky. 4.5.1. Full-upgrade fallisce con l’errore «Impossibile eseguire immediatamente la configurazione» ------------------------------------------------------------------------------------------------- In alcuni casi il passo "apt full-upgrade" può fallire dopo aver scaricato i pacchetti, con l’errore: E: Could not perform immediate configuration on 'package'. Please see man 5 apt.conf under APT::Immediate-Configure for details. Se ciò si verifica, l’esecuzione invece di "apt full-upgrade -o APT ::Immediate-Configure=0" dovrebbe permettere all’aggiornamento di continuare. Un altro possibile modo di aggirare questo problema è di aggiungere temporaneamente entrambe le fonti trixie e forky ai propri file delle fonti di APT ed eseguire "apt update". 4.5.2. Rimozioni attese ----------------------- Il processo d’aggiornamento a forky potrebbe richiedere la rimozione di pacchetti dal sistema. L’elenco preciso dei pacchetti varia in base ai pacchetti installati. Queste note di rilascio forniscono un suggerimento generico riguardo le rimozioni di pacchetti, ma, nel dubbio, prima di proseguire si raccomanda di esaminare le rimozioni dei pacchetti che vengono proposte. Per maggiori informazioni sui pacchetti obsoleti in forky vedere Pacchetti obsoleti. 4.5.3. Conflitti e pre-dipendenze cicliche ------------------------------------------ Talvolta è necessario abilitare l’opzione "APT::Force-LoopBreak" affinché APT possa rimuovere temporaneamente un pacchetto essenziale, a causa di un circolo «è in conflitto con»/»pre-dipende da». Di norma "apt" emette un avviso e cessa l’aggiornamento. Si può evitare questa situazione specificando l’opzione "-o APT::Force-LoopBreak=1" nella riga di comando di "apt". È possibile che la struttura di dipendenze di un sistema sia talmente compromessa da richiedere un intervento manuale; ciò normalmente significa l’uso di "apt" o di # dpkg --remove package_name per eliminare alcuni dei pacchetti che generano il problema, o # apt -f install # dpkg --configure --pending In casi estremi potrebbe essere necessario forzare la re-installazione con un comando del tipo di # dpkg --install /path/to/package_name.deb 4.5.4. Conflitti tra file ------------------------- Non si dovrebbero verificare conflitti tra file se si aggiorna da un sistema trixie «puro», ma potrebbero verificarsi se sono stati installati backport non ufficiali. Un conflitto tra file causerà un errore simile al seguente: Unpacking (from ) ... dpkg: error processing (--install): trying to overwrite `', which is also in package dpkg-deb: subprocess paste killed by signal (Broken pipe) Errors were encountered while processing: Si può tentare di risolvere un conflitto fra file rimuovendo forzatamente il pacchetto menzionato nell”*ultima* riga del messaggio d’errore: # dpkg -r --force-depends package_name Dopo aver risolto questo problema, si dovrebbe poter riprendere l’aggiornamento ripetendo i comandi "apt" descritti in precedenza. 4.5.5. Modifiche alla configurazione ------------------------------------ Durante l’aggiornamento verranno poste domande riguardanti la configurazione o la riconfigurazione di parecchi pacchetti. Quando viene chiesto se un qualsiasi file nella directory "/etc/init.d" o il file "/etc/manpath.config" deve essere sostituito con quello fornito dal manutentore del pacchetto, di solito è necessario rispondere affermativamente, per garantire la coerenza del sistema. Si può sempre ritornare alle versioni precedenti, dal momento che queste verranno salvate con l’estensione ".dpkg-old". If you’re not sure what to do, write down the name of the package or file and sort things out at a later time. You can search in the "/var/log/apt/term.log" file to review the information that was on the screen during the upgrade. 4.5.6. Cambiare la sessione sulla console ----------------------------------------- Quando si usa la console locale del sistema per fare l’aggiornamento, potrebbe accadere che durante l’aggiornamento la console sia spostata su una vista diversa e che si perda la visibilità del processo d’aggiornamento. Questo può accadere, per esempio, sui sistemi con un’interfaccia grafica quando viene riavviato il display manager. Per recuperare la console su cui era in corso l’aggiornamento, usare "Ctrl+Alt+F1", se si è nella schermata di avvio grafico, oppure usare "Alt+F1" se si è in una console testuale locale, per tornare al terminale virtuale 1. Al posto di "F1" usare il tasto funzione con lo stesso numero del terminale virtuale su cui era in corso l’aggiornamento. Per scorrere i diversi terminali in modalità testuale è possibile usare "Alt+Freccia-sinistra" o "Alt+Freccia-destra". 4.6. Aggiornare il kernel e i pacchetti collegati ================================================= Questa sezione spiega come aggiornare il kernel e identifica le relative potenziali problematiche. Si può o installare uno dei pacchetti **linux-image-*** forniti da Debian, oppure compilare un kernel personalizzato dai sorgenti. Si noti che molte informazioni in questa sezione sono basate sull’assunzione che si utilizzerà uno dei kernel modulari di Debian, insieme con **initramfs-tools** e **udev**. Se si sceglie di utilizzare un kernel personalizzato che non richiede un initrd, o se si utilizza un generatore di initrd differente, alcune delle informazioni potrebbero non essere attinenti al proprio caso specifico. 4.6.1. Installazione di un metapacchetto del kernel --------------------------------------------------- Quando si effettua il full-upgrade da trixie a forky è fortemente raccomandata, se non è ancora stata fatta, l’installazione di un metapacchetto linux-image-*. Questi metapacchetti richiamano automaticamente una nuova versione del kernel durante gli aggiornamenti. si può verificare se ne è installato uno eseguendo: $ dpkg -l 'linux-image*' | grep ^ii | grep -i meta Se non si vede alcun output, si dovrà installare manualmente un nuovo pacchetto linux-image oppure installare un metapacchetto linux-image. Per vedere un elenco dei metapacchetti linux-image disponibili eseguire: $ apt-cache search linux-image- | grep -i meta | grep -v transition Se non si è sicuri sul pacchetto da selezionare, si esegua "uname -r" e si cerchi un pacchetto con un nome simile. Ad esempio, se si vede «"4.9.0-8-amd64"» è raccomandata l’installazione di **linux-image- amd64**. Si può anche utilizzare "apt" per vedere una lunga descrizione di ciascun pacchetto che aiuti a scegliere il migliore disponibile. Ad esempio: $ apt show linux-image-amd64 Si dovrebbe quindi utilizzare "apt install" per installarlo. Una volta che questo nuovo kernel è installato si dovrebbe riavviare alla prossima opportunità disponibile per poter godere dei benefici offerti dalla nuova versione del kernel. Tuttavia guardare Cose da fare prima di riavviare prima di effettuare il primo riavvio dopo l’aggiornamento. Per i più avventurosi esiste un modo agevole per compilare il proprio kernel personalizzato su Debian. Si installino i sorgenti del kernel forniti nel pacchetto **linux-source**. Per compilare un pacchetto binario si può usare il target "deb-pkg" disponibile nel makefile dei sorgenti. Ulteriori informazioni possono essere trovate nel Debian Linux Kernel Handbook, che può a sua volta essere trovato anche nel pacchetto **debian-kernel-handbook**. Se possibile, è preferibile aggiornare il pacchetto del kernel separatamente dall’aggiornamento "full-upgrade" principale, per ridurre i rischi di trovarsi con un sistema temporaneamente non avviabile. Si noti che questo dovrebbe essere fatto soltanto dopo il processo di aggiornamento minimo descritto in Aggiornamento minimo del sistema. 4.7. Pulizia dopo l’aggiornamento ================================= Sono raccomandate due azioni per pulire la distribuzione aggiornata. * Si rimuovano i pacchetti ora obsoleti o ridondanti come descritto in Accertarsi di avere spazio disponibile a sufficienza per l’aggiornamento e Pacchetti obsoleti. Si dovrebbe controllare quali file di configurazione questi usano e considerare l’eliminazione completa dei pacchetti per rimuovere i loro file di configurazione. Vedere anche Eliminare completamente i pacchetti rimossi. * Aggiornare le proprie fonti di APT. APT sta rendendo deprecato il vecchio formato usato per specificare quali repository usare. Vedere Preparare i file delle fonti di APT e sources.list(5). Se non sono stati ancora cambiati tutti i propri file di configurazione, si può usare la nuova funzionalità "apt modernize-sources" di "apt". * Switch your APT sources to use the canonical Debian archive keyring pathnames in *Signed-By*, by replacing the ".gpg" extension to ".pgp", as the backwards compatible ".gpg" symlinks will eventually disappear. 4.8. Ripulire i pacchetti installati automaticamente. ===================================================== Some packages may have been only installed on your system as dependencies of other packages. With the new release these dependencies could have changed and apt will propose to remove those automatically installed packages. For this run: # apt autoremove 4.9. Pacchetti obsoleti ======================= forky introduce moltissimi nuovi pacchetti, ma nel contempo ritira e manca di alcuni vecchi pacchetti che erano presenti in trixie. Non viene fornito alcun percorso di aggiornamento per questi pacchetti obsoleti. Nulla impedisce di continuare a usare pacchetti obsoleti, se così si desidera, ma il progetto Debian terminerà solitamente il supporto di sicurezza per essi un anno dopo il rilascio di forky [5] e normalmente non fornirà altro supporto oltre a quello nel frattempo. È raccomandata la loro sostituzione con le alternative disponibili, se ve ne sono. Vi sono molte ragioni per cui i pacchetti possono essere stati rimossi dalla distribuzione: non sono più mantenuti a monte, non vi sono più sviluppatori Debian interessati alla manutenzione dei pacchetti, le funzionalità fornite sono state superate da altri software o da una nuova versione, oppure non sono più considerati adatti per forky a causa di errori. In quest’ultimo caso, i pacchetti potrebbero continuare a essere presenti nella distribuzione «unstable». I «Pacchetti obsoleti o creati localmente» possono essere elencati ed eliminati completamente usando la riga di comando con: $ apt list '?obsolete' # apt purge '?obsolete' Il Sistema di tracciamento dei bug (BTS) di Debian fornisce spesso informazioni aggiuntive sul perché un determinato pacchetto è stato rimosso. Si dovrebbero visionare sia i rapporti per il pacchetto stesso, sia i rapporti archiviati dei bug per lo pseudo-pacchetto ftp.debian.org. Per un elenco dei pacchetto obsoleti per forky fare riferimento a Pacchetti obsoleti degni di nota. 4.9.1. Eliminare completamente i pacchetti rimossi -------------------------------------------------- È generalmente consigliabile eliminare completamenti i pacchetti rimossi. Questo è particolarmente vero se i pacchetti sono stati rimossi in aggiornamenti a rilasci precedenti (es. nell’aggiornamento a trixie) o se sono stati forniti da produttori esterni. In particolare è noto che i vecchi script init.d possono causare problemi. Attenzione: L’eliminazione completa di un pacchetto in genere elimina anche i suoi file di log, perciò può essere desiderabile farne prima un backup. Il comando seguente mostra un elenco di tutti i pacchetti rimossi che potrebbero avere dei file di configurazione rimasti nel sistema: $ apt list '?config-files' I pacchetti possono essere rimossi usando "apt purge". Ipotizzando di volerli eliminare completamente tutti in una volta, si può usare il comando seguente: # apt purge '?config-files' 4.9.2. Pacchetti fittizi di transizione --------------------------------------- Alcuni pacchetti da trixie possono essere stati sostituiti in forky da pacchetti fittizi di transizione, che sono segnaposti vuoti progettati per semplificare gli aggiornamenti. Se, per esempio, un’applicazione che era precedentemente in un singolo pacchetto è stata suddivisa in diversi, può essere fornito un pacchetto di transizione con lo stesso nome del vecchio pacchetto e con le dipendenze appropriate per far sì che siano installati i nuovi. Dopo che ciò è avvenuto il pacchetto fittizio ridondante può essere rimosso senza problemi. Le descrizioni dei pacchetti fittizi di transizione solitamente indicano il loro scopo. Tuttavia non sono uniformi; in particolare alcuni pacchetti «fittizi» sono progettati per rimanere installati allo scopo di richiamare una suite software completa o per tracciare l’attuale versione più recente di un certo programma. [1] Se la priorità di debconf è impostata ad un valore molto alto potrebbe bloccare i prompt di configurazione quindi i servizi che si basano su risposte predefinite che non sono appropriate per il proprio sistema non partiranno. [2] Per esempio i servizi DNS e DHCP, in modo particolare se non c’è ridondanza o failover. Nel caso del DHCP gli utenti finali potrebbero essere disconnessi dalla rete se il lease time è inferiore al tempo necessario per la conclusione dell’aggiornamento. [3] Questa funzionalità può essere disabilitata aggiungendo il parametro "panic=0" ai parametri di avvio del proprio sistema. [4] Normalmente il sistema di gestione di pacchetti di Debian non consente a un pacchetto di rimuovere o sostituire un file controllato da un altro pacchetto, a meno che non sia stato definito che il primo pacchetto sostituisce il secondo. [5] O per tutto il tempo in cui non uscirà un altro rilascio. Tipicamente solo due rilasci stabili sono supportati contemporaneamente. 5. Problemi di cui essere al corrente per forky —DRAFT— ******************************************************* A volte i cambiamenti introdotti da un nuovo rilascio comportano effetti collaterali che non si possono ragionevolmente evitare o che espongono errori da altre parti. In questa sezione sono documentati i problemi noti. Si leggano anche le errata corrige, la documentazione dei pacchetti interessati, le segnalazioni di errori e altre informazioni riportate in Ulteriori letture. 5.1. Cose da sapere quando si aggiorna a forky ============================================== Questa sezione tratta le voci relative all’aggiornamento da trixie a forky. 5.1.3. Cose da fare prima di riavviare -------------------------------------- Quando "apt full-upgrade" ha terminato, l’aggiornamento è «formalmente» completo. Per l’aggiornamento a forky non ci sono azioni speciali necessarie prima di effettuare un riavvio. 5.2. Cosa non limitate al processo di aggiornamento =================================================== 5.2.1. Limitazione nel supporto per la sicurezza ------------------------------------------------ Ci sono alcuni pacchetti per i quali Debian non può garantire di fornire i backport minimi per ragioni di sicurezza. Questi verranno trattati nelle sottosezioni che seguono. Nota: Il pacchetto **debian-security-support** aiuta a tenere traccia dello stato del supporto di sicurezza per i pacchetti installati. 5.2.1.1. Stato della sicurezza dei browser web e dei loro motori di rendering ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Debian 14 includes several browser engines which are affected by a steady stream of security vulnerabilities. The high rate of vulnerabilities and partial lack of upstream support in the form of long term branches make it very difficult to support these browsers and engines with backported security fixes. Additionally, library interdependencies make it extremely difficult to update to newer upstream releases. Applications using the **webkit2gtk** source package (e.g. **epiphany**) are covered by security support, but applications using qtwebengine (source packages **qtwebengine- opensource-src** and **qt6-webengine**) are not. Per un browser web di uso generico vengono raccomandati Firefox o Chromium. Verranno mantenuti aggiornati ricompilando gli attuali rilasci ESR per stable. La stessa strategia verrà seguita per Thunderbird. Una volta che un rilascio diventa "oldstable", i browser ufficialmente supportati possono non continuare a ricevere aggiornamenti per il periodo di copertura ufficiale. Per esempio, Chromium riceverà solo 6 mesi di supporto di sicurezza in "oldstable" invece dei tipici 12 mesi. 5.2.1.2. Pacchetti basati su Go e Rust ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ L’infrastruttura Debian attualmente ha problemi con la ricompilazione di pacchetti del tipo che usa sistematicamente link statici. Con la crescita degli ecosistemi Go e Rust ciò significa che questi pacchetti saranno coperti da un supporto di sicurezza limitato, fino a che l’infrastruttura non sarà migliorata per poter lavorare con essi in modo mantenibile. Nella maggior parte dei casi, se sono necessari aggiornamenti alle librerie di sviluppo di Go e Rust, questi verranno rilasciati solamente attraverso i regolari rilasci minori. 5.3. Obsolescenze e deprecazioni ================================ 5.3.1. Pacchetti obsoleti degni di nota --------------------------------------- Quello che segue è un elenco di pacchetti obsoleti noti e degni di nota (vedere Pacchetti obsoleti per una descrizione). L’elenco dei pacchetti obsoleti comprende: 5.3.2. Componenti deprecati per forky ------------------------------------- Con il prossimo rilascio di Debian 15 (nome in codice duke) alcune funzionalità diventeranno deprecate. Gli utenti dovranno migrare ad altre alternative per evitare problemi nell’aggiornamento a Debian 15. Ciò include le seguenti funzionalità: 5.4. Bug importanti conosciuti ============================== Although Debian releases when it’s ready, that unfortunately doesn’t mean there are no known bugs. As part of the release process all the bugs of severity serious or higher are actively tracked by the Release Team, so an overview of those bugs that were tagged to be ignored in the last part of releasing forky can be found in the Debian Bug Tracking System. The following bugs were affecting forky at the time of the release and worth mentioning in this document: +---------------+------------------------+--------------------------------------------------------------+ | Numero di bug | Pacchetto (sorgente o | Descrizione | | | binario) | | |===============|========================|==============================================================| | 1032240 | **akonadi-backend- | akonadi server not robust against mysql upgrades | | | mysql** | | +---------------+------------------------+--------------------------------------------------------------+ 6. Maggiori informazioni su Debian —DRAFT— ****************************************** 6.1. Ulteriori letture ====================== Oltre alle presenti note di rilascio e alla guida all’installazione (all’indirizzo https://www.debian.org/releases/forky/installmanual), ulteriore documentazione su Debian è disponibile presso il Progetto di Documentazione di Debian (DDP - Debian Documentation Project), il cui scopo è creare documentazione di alta qualità per gli utenti e gli sviluppatori di Debian, quale la Debian Reference, la Guida per i nuovi manutentori Debian, le FAQ Debian e molti altri documenti. Per dettagli completi sulle risorse disponibili si consulti il sito web della documentazione Debian e il Wiki Debian. La documentazione per i singoli pacchetti viene installata in "/usr/share/doc/pacchetto". Questa potrebbe includere anche informazioni sul copyright, dettagli specifici inerenti Debian e ogni altra documentazione dell’autore. 6.2. Ottenere aiuto =================== Ci sono molte fonti disponibili per l’aiuto, le informazioni e il supporto agli utenti di Debian, ma queste dovrebbero essere prese in considerazione solo dopo aver cercato il problema nella documentazione disponibile. Questa sezione fornisce una breve panoramica delle risorse che potrebbero essere d’aiuto ai nuovi utenti di Debian. 6.2.1. Liste di messaggi ------------------------ Le liste di messaggi di maggior interesse per gli utenti di Debian sono debian-user (in inglese), debian-italian (in italiano) e le liste debian-user-lingua (per le altre lingue). Per informazioni su queste liste e dettagli sulle modalità di sottoscrizione si veda https://lists.debian.org/. Si raccomanda di cercare la risposta alla propria domanda negli archivi prima di inviarla e di osservare la «netiquette» standard delle liste. 6.2.2. Internet Relay Chat -------------------------- Debian ha un canale IRC dedicato al supporto e all’aiuto agli utenti Debian, che si trova sulla rete IRC OFTC. Per accedere a tale canale si indirizzi il proprio client IRC preferito su irc.debian.org e si acceda a "#debian". Il canale italiano di supporto è sulla rete IRC OFTC, "#debian-it". Si prega di seguire le linee guida del canale, nel pieno rispetto degli altri utenti. Queste sono disponibili nel wiki di Debian. Per maggiori informazioni su OFTC visitare il sito web. 6.3. Segnalare i bug ==================== Viene fatto ogni sforzo per rendere Debian un sistema operativo di alta qualità, ma questo non significa che i pacchetti forniti siano totalmente esenti da problemi. Coerentemente con la filosofia dello «sviluppo aperto» di Debian e come servizio per gli utenti forniamo sul sistema di tracciamento dei bug (BTS, Bug Tracking System) tutte le informazioni disponibili sugli errori scoperti. Il BTS è consultabile all’indirizzo https://bugs.debian.org/. Se si trova un errore nella distribuzione o in un software pacchettizzato che ne fa parte si è pregati di segnalarlo, in modo che possa essere opportunamente risolto per i rilasci futuri. Per la segnalazione degli errori è richiesto un indirizzo di posta elettronica valido, per poter tenere traccia degli errori e in modo che gli sviluppatori possano mettersi in contatto con gli autori delle segnalazioni qualora fossero necessarie maggiori informazioni. Si può segnalare un errore utilizzando il programma "reportbug" o manualmente utilizzando la posta elettronica. Si possono ottenere maggiori informazioni sul sistema di tracciamento dei bug e su come utilizzarlo leggendo la documentazione di riferimento (disponibile in "/usr/share/doc/debian", se si ha installato **doc-debian**) o in linea presso il Bug Tracking System. 6.4. Contribuire a Debian ========================= Non è necessario essere degli esperti per contribuire a Debian. Assistendo gli utenti con i problemi che espongono sulle varie liste di supporto per gli utenti si fornisce un contributo alla comunità. Identificare (e anche risolvere) problemi relativi allo sviluppo della distribuzione tramite la partecipazione alle liste per lo sviluppo è un’altra attività estremamente utile. Per mantenere l’alta qualità della distribuzione Debian si possono segnalare errori, in modo da aiutare gli sviluppatori a trovarli e a correggerli. Lo strumento "how-can-i-help" aiuta a trovare dei bug segnalati adatti su cui lavorare. Se si è portati per la scrittura si potrebbe voler fornire più attivamente un contributo aiutando a scrivere la documentazione o a tradurre nella propria lingua la documentazione esistente. Se si ha più tempo da dedicare, si può provvedere alla gestione di una parte della raccolta di software libero contenuta in Debian. È particolarmente utile che delle persone adottino o mantengano elementi che altre persone hanno richiesto di includere in Debian. I dettagli a tal proposito si trovano nel database Work Needing and Prospective Packages. Se si ha un interesse verso qualche area specifica, si potrebbe trovare piacevole fornire un contributo a qualcuno fra i sottoprogetti di Debian, che comprendono port verso architetture particolari e, fra i molti altri, Debian Pure Blends per specifici gruppi di utenti. In ogni caso, se si sta lavorando all’interno della comunità del software libero in un qualunque ambito come utente, programmatore, scrittore o traduttore, si sta già dando un contributo alla causa del software libero. Contribuire è gratificante e divertente e, oltre a permettere di incontrare nuove persone, dà quella certa sensazione interiore di benessere. 7. Gestire il proprio sistema trixie prima dell’avanzamento —DRAFT— ******************************************************************* Questa appendice contiene informazioni su come accertarsi di poter aggiornare o installare i pacchetti di trixie prima di aggiornare a forky. 7.1. Aggiornare il proprio sistema trixie ========================================= In linea di principio non vi è alcuna differenza rispetto a qualsiasi altro aggiornamento effettuato in precedenza per trixie. L’unica differenza è che dapprima sarà necessario accertarsi che il proprio elenco dei pacchetti contenga ancora i riferimenti a trixie come illustrato in Controllare i propri file source-list per APT. Se si aggiorna il proprio sistema utilizzando un mirror Debian, esso sarà aggiornato automaticamente all’ultimo point release (rilascio minore) di trixie. 7.2. Controllare la propria configurazione di APT ================================================= Se qualsiasi riga nei propri file delle fonti di APT (vedere sources.list(5)) contiene riferimenti a «stable», in effetti sta già puntando a forky. Ciò potrebbe non essere quello che si vuole se non si è ancora pronti per l’agg. Se si è già eseguito "apt update", si può ancora tornare indietro senza problemi seguendo la procedura illustrata in seguito. Se sono già stati installati pacchetti anche da forky, probabilmente non ha più molto senso installare pacchetti da trixie. In questo caso si dovrà decidere se si desidera continuare o meno. È possibile il «downgrade» dei pacchetti, ma non è un argomento trattato qui. Da root, aprire il file o i file rilevanti delle fonti di APT (come ad esempio "/etc/apt/sources.list" o qualsiasi file in "/etc/apt/sources.list.d/") con il proprio editor preferito e controllare tutte le righe che cominciano con * "deb http:" * "deb https:" * "deb tor+http:" * "deb tor+https:" * "URIs: http:" * "URIs: https:" * "URIs: tor+http:" * "URIs: tor+https:" cercando un riferimento a «stable». Se ve n’è qualcuno, si cambi «stable» in «trixie». Se vi sono righe che cominciano con "deb file:" o "URIs: file:", si deve controllare da sé se gli indirizzi cui si riferiscono contengono un archivio di trixie o di forky. Importante: Non si modifichi alcuna riga che inizia con "deb cdrom:" o "URIs: cdrom:", in quanto in tal caso si invaliderebbe la riga e si dovrebbe eseguire nuovamente "apt-cdrom". Non ci si allarmi se una fonte "cdrom:" fa riferimento a «unstable»: sebbene sia motivo di confusione, questo è normale. Se si sono fatte delle modifiche, si salvi il file e si esegua # apt update per aggiornare la lista dei pacchetti. 7.3. Effettuare l’aggiornamento al rilascio trixie più recente ============================================================== Per aggiornare tutti i pacchetti allo stato nel più recente rilascio minore di trixie, eseguire # apt full-upgrade 7.4. Rimuovere file di configurazione obsoleti ============================================== Prima di aggiornare il proprio sistema a forky, è raccomandata la rimozione dei vecchi file di configurazione (come i file "*.dpkg-{new,old}" in "/etc") dal sistema. 8. Contributori delle note di rilascio —DRAFT— ********************************************** Molte persone hanno aiutato per le note di rilascio, inclusi, ma non solo, * Adam D. Barrat (varie correzioni nel 2013), * Adam Di Carlo (rilasci precedenti), * Andreas Barth aba (rilasci precedenti: 2005 - 2007), * Andrei Popescu (vari contributi), * Anne Bezemer (rilascio precedente), * Bob Hilliard (rilascio precedente), * Charles Plessy (descrizione del problema GM965), * Christian Perrier bubulle (Installazione di Lenny), * Christoph Berg (Problemi specifici con PostgreSQL), * Daniel Baumann (Debian Live), * David Prévot taffit (rilascio di Wheezy), * Eddy Petrișor (vari contributi), * Emmanuel Kasper (backport), * Esko Arajärvi (rifacimento dell'aggiornamento X11), * Frans Pop fjp (rilascio precedente Etch), * Giovanni Rapagnani (innumerevoli contributi), * Gordon Farquharson (problemi del port ARM), * Hideki Yamane henrich (ha contribuito e contribuisce dal 2006), * Holger Wansing holgerw (ha contribuito e contribuisce dal 2009), * Javier Fernández-Sanguino Peña jfs (rilascio di Etch, rilascio di Squeeze), * Jens Seidel (Traduzione in tedesco, innumerevoli contributi), * Jonas Meurer (problemi di syslog), * Jonathan Nieder (rilascio di Squeeze, rilascio di Wheezy), * Joost van Baal-Ilić joostvb (rilascio di Wheezy, rilascio di Jessie), * Josip Rodin (rilasci precedenti), * Julien Cristau jcristau (rilascio di Squeeze, rilascio di Wheezy), * Justin B Rye (correzioni in inglese), * LaMont Jones (descrizione dei problemi di NFS), * Luk Claes (motivatore dei redattori), * Martin Michlmayr (problemi del port ARM), * Michael Biebl (problemi di syslog), * Moritz Mühlenhoff (vari contributi), * Niels Thykier nthykier (rilascio di Jessie), * Noah Meyerhans (innumerevoli contributi), * Noritada Kobayashi (traduzione in giapponese (coordinamento), innumerevoli contributi), * Osamu Aoki (vari contributi), * Paul Gevers elbrus (rilascio di Buster), * Peter Green (nota relativa alla versione del kernel), * Rob Bradford (rilascio di Etch), * Samuel Thibault (descrizione del supporto per Braille), * Simon Bienlein (descrizione del supporto per Braille), * Simon Paillard spaillar-guest (innumerevoli contributi), * Stefan Fritsch (descrizione dei problemi di Apache), * Steve Langasek (rilascio di Etch), * Steve McIntyre (Debian CDs), * Tobias Scherer (descrizione di "proposed-update"), * victory victory-guest (correzioni dei markup, ha contribuito e contribuisce dal 2006), * Vincent McIntyre (descrizione di "proposed-update"), * W. Martin Borgert (modifiche alle note di rilascio di Lenny e passaggio a DocBook XML). Questo documento è stato tradotto in molte lingue. Molte grazie ai traduttori.